Difficile essere membri di una famiglia numerosa, soprattutto quando tu e i tuoi fratelli siete stati adottati da un eccentrico scienziato miliardario che vi ha portati in casa sua con l’unico scopo di testare le vostre abilità peculiari. Senza contare il fatto di venir forzati a diventare un gruppo di supereroi sotto il nome di “Umbrella Academy” e ritrovarsi poi a causare la fine del mondo. Ci sono dei lati positivi però: non considerate per un attimo di aver pestato i piedi alla Commissione che controlla il corretto svolgimento del continuum spazio temporale e sorvoliamo sul fatto che l’asteroide lunare che si è schiantato sulla sia terra sia opera di vostra sorella Vanya, la famiglia è di nuovo riunita e grazie a vostro fratello Five avete scampato il grande boom balzando nel tempo prima di morire atrocemente… cosa può andare ancora storto?‌

Wild and Exciting Trailer for THE UMBRELLA ACADEMY Season 2 ...

Oh my God, we’re back again

La seconda stagione di The Umbrella Academy riprende proprio da dove si era interrotta la precedente, con i fratelli Hargreeves intenti a fuggire da una time-line irreversibilmente compromessa, riuscendo a salvare loro stessi e il mondo intero per il rotto della cuffia. La famiglia al completo si trova dunque proiettata negli anni ’60, in quel di Dallas. Anni ricchi di carattere e fascino, se non fosse che l’ apocalisse, questa volta impersonato da una candida pioggia di testate atomiche, sembra aver raggiunto l’Umbrella Academy anche in questa linea temporale. Non tutto è perduto però, dopo aver assistito (nuovamente) alla fine del mondo, Five grazie ai suoi poteri riesce a balzare indietro di una settimana, con l’obiettivo di riunire e avvisare la sua famiglia per impedire (nuovamente!) la distruzione del pianeta. Non è un compito semplice riunire la famiglia Hargreeves, ancor meno farla ragionare: ogni membro del bizzarro nucleo familiare ha infatti una spiccata propensione per il cacciarsi nei guai, nell’intrattenere legami pericolosi, non in maniera eccessiva forse ma abbastanza per intaccare la corretta consecuzione degli event. È dunque molto probabile che la sola presenza dell’Umbrella Academy al di fuori del loro tempo di appartenenza possa innescare una nefasta concatenazione di eventi.

Se a leggere queste righe incorrere in un senso di Déjà vu, tranquilli, non siete i soli. Il volere porre i protagonisti in una sorta di circolo vizioso temporale dall’esito distruttivo è certamente voluto dagli sceneggiatori, eppure nel corso della visione l’attenzione non può che calare di fronte a un canovaccio dal sapore molto simile a quello della prima stagione. Inoltre, lo svolgersi della trama appare a tratti fin troppo diluito, fiaccando il ritmo degli episodi. La scorrevolezza della serie non viene totalmente penalizzata: i dieci episodi sono nel complesso fluidi e tengono vivo l’interesse, ma più grazie ai comprimari che non allo svolgersi degli eventi che coinvolgono gli stessi. Se la prima stagione insomma riusciva ad avere un eccellente scorrevolezza destreggiandosi fra molti eventi e riuscite sotto-trame, questa seconda stagione perde di mordente e non riesce a replicare l’ottimo risultato ottenuto con gli episodi passati.

Per quanto abbia poco senso paragonare il materiale originale da cui la serie di Steve Blackman trae spunto con la serie stessa, è bene notare che la prima stagione di Umbrella Academy andava a pescare personaggi e tematiche dai primi due volumi del fumetto, riuscendo a intrecciarle saggiamente e trovando spazio per aggiungere un po’ di carne al fuoco totalmente inedita ed è molto strano dunque che questa seconda stagione decida di poggiarsi solo su una decina di pagine appartenenti sempre al secondo volume e ignorando completamente o quasi il resto dell’estrosa opera di Gerard Way e Grabriel Bà. Non che gli autori debbano sentirsi costretti in modo alcuno a calcare le orme della graphic novel di Dark Horse, ma è evidente che qualche difficoltà a livello produttivo ci sia stata in termini di scrittura e sicuramente sarebbe stato d’aiuto continuare ad adattare gli spunti narrativi del fumetto in una declinazione adatta alla controparte televisiva.

Umbrella Academy welcomes fans back for another year in Season 2's ...

7 è il numero perfetto

Ciò che la serie continua a fare abbastanza bene è il trattamento dei personaggi. Un merito non da poco perché la controparte cartacea, fino a oggi almeno, non si è mai concentrata molto sul tratteggiare profondamente la famiglia Hargreeves, mentre la serie TV ha dimostrato di riuscire a creare dei brackground abbastanza solidi per ognuno dei fratelli e delle sorelle che compongono la Umbrella Academy. Nonostante qualche incespico e qualche personaggio più trascurato (su tutti Luther), anche in questi nuovi dieci episodi è facile empatizzare con i comprimari, grazie anche alle performance degli attori che vanno dal sufficiente all’ottimo. Ellen Page dovrebbe essere la star, essendo effettivamente l’attrice più esperta e famosa del lotto, e bene interpreta Vanya, che però viene offuscata dal carisma di Five, che non solo è il personaggio più riuscito e sfaccettato, ma anche uno dei meglio interpretati, grazie a un giovane ma in formissima Aidan Gallagher che riesce a impersonare perfettamente un adulto sessantenne costretto nel corpo di un adolescente, mentre Colm Feore porta sullo schermo un irresistibile e magnetico Reginald Hargreeves , despotico padre adottivo dall’intelletto eccezionale che perseguita ancora oggi gli incubi e i sogni a occhi aperti dei propri figli. Menzione d’onore per Robert Sheehan che con Klaus riesce a conquistare il pubblico, seppur obbligato a recitare una parte un po’ troppo monocorde. Quantità e qualità vanno quindi a braccetto in questo caso e nonostante i difetti di cui parlato in precedenza la serie intrattiene dall’inizio alla fine proprio grazie alla bravura del cast e alla chimica fra gli attori, vero fiore all’occhiello della produzione.

The Umbrella Academy" Faces Down the End of the World in 3-Minute ...

Dallas

Visivamente, questa stagione colpisce meno della precedente, ma rimane confezionata adeguatamente in quasi tutti i campi. I colori pastello e una buona costruzione delle scenografie, seppur fin troppo esigue, riescono a trasmettere l’atmosfera di un’America nei suoi primi anni ’60, andando a toccare personaggi e tematiche dell’epoca, a volte anche semplicemente sfiorandole ma cercando, e riuscendo quasi sempre, a illudere lo spettatore di aver effettivamente viaggiato nel tempo. Questa secondo lotto di episodi però non dimentica il tono più istrionico e assurdo che caratterizza la serie, inserendo elementi esagerati e volutamente grotteschi in maniera abbastanza sapiente ma fin troppo trattenuta. Sarebbe davvero auspicabile per il futuro della serie riuscire a trovare un giusto equilibrio su questo fronte, per riuscire a trovare la sua piena quadratura e bucare definitivamente lo schermo.

Toni ironici e più epici si fondono coerentemente: il taglio super-eroistico permane, ma al tempo stesso non si prende mai completamente sul serio, con gag che vanno a spezzare il ritmo, anche troppo spesso, durante le scene di tensione. Sarebbe gradita una maggior cura nelle scene d’azione, che risultano anch’esse troppo ripetitive e meccaniche nella quasi totalità dei casi, ma rimanendo comunque sempre ben implementate e distribuite in corso d’opera. Non si può dire lo stesso delle scene più intimiste o emotive che troppo spesso seguono uno schema standardizzato e contraddistinto da un celebre successo musicale in sottofondo, ma quasi soverchiante nei confronti della sceneggiatura, e un uso fin troppo libero della slow-motion, rendendo questi momenti troppo fini a sé stessi e atti ad allungare il minutaggio che non a descrivere personaggi o situazioni, insieme a una serie di effetti speciali e CGI traballanti. The Umbrella Academy riesce però a essere più della somma delle sue parti anche in questo senso, consegnando al pubblico un prodotto assolutamente non privo di difetti ma comunque più che godibile.

Umbrella Academy season 2 - Release date, cast, plot

Team Zero

Purtroppo, la seconda stagione di The Umbrella Academy non convince pienamente, la trama risulta fin troppo lineare, nonostante si giochi nuovamente con i viaggi nel tempo, a eccezione di qualche colpo di scena ben gestito e soluzioni originali che, soprattutto nel finale, riusciranno a tenere alta la curiosità per la – probabile – terza stagione. Che siate o meno fan del fumetto, troverete molto prevedibile lo svolgersi degli eventi per la maggior parte del tempo e ci saranno meno guizzi di ingegno rispetto alla prima stagione, eppure non mancano scene e scambi di battute veramente indovinati, mai veramente perfetti o saggiamente calibrati come in passato, ma sempre in grado di divertire. Certo è che il potenziale del serial non viene sfruttato a dovere e seppur si snodino alcuni importanti nodi narrativi, si ha la percezione che nulla si muova davvero e rimanga fin troppo statico, restituendo la sensazione che venga fatto “molto rumore per nulla”. Un vero peccato perché personaggi e situazioni avrebbero molto più da dire di quanto non appaia in questa seconda declinazione televisiva di The Umbrella Academy.

A ogni modo, ciò che c’è di più interessante quando si tratta il tema dei supereroi è ciò che si cela sotto la maschera, nell’alter ego che vive la quotidianità attraverso il suo aspetto più umano e fragile e in questo la serie Netflix riesce ancora ottimamente, rendendo i personaggi molto meno “super” ma in qualche modo molto più “eroi”. La scrittura meno brillante di questa stagione viene quindi controbilanciata dal fascino e dalla forza della famiglia Hargreeves, che riesce a salvare non solo la Terra ma anche tutta la serie.