The Last of Us Part 2 è un titolo che, negli ultimi mesi, ha generato un dissenso da parte di una determinata fetta di pubblico che, purtroppo, è sfociata ancora una volta nella tossicità.

Dopo le minacce arrivate a Neil Druckmann il mese scorso, la giornalista e streamer Alanah Pearce è stata costretta ad interrompere le sue dirette per colpa di alcuni utenti che – in maniera poco elegante – hanno iniziato ad inveirle contro con minacce di morte e di stupro. Al centro dell’attacco, non c’è soltanto il nuovo capitolo della serie The Last of Us, ma anche le sue posizioni politiche progressiste. Immediato il supporto non solo dei suoi followers, ma anche di personaggi importanti dell’industria, tra cui Cory Balrog di Santa Monica.

Non importa se il titolo di Naughty Dog piaccia o meno, se i leak siano veritieri oppure no, o se determinate scelte prese in fase di sceneggiatura non corrispondono alle vostre idee politiche e/o culturali; arrivare alle minacce di morte è una sconfitta non solo per noi videogiocatori, ma anche per il videogioco in generale.