In questo marzo ricco di uscite videoludiche come non mai Nintendo e The Pokémon Company aprono le danze del mese proponendo ai giocatori di Nintendo Switch il remake di uno degli spinoff più amati di sempre dai fan dei mostriaciattoli tascabili, sto parlando ovviamente di Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX.

Il gioco in uscita il prossimo 6 marzo riprende in toto lo scheletro dei primi due capitoli dei dungeon crawler dedicati ai Pokémon, Squadra Blu e Squadra rossa, usciti originariamente per Nintendo DS e Game Boy Advance nell’ormai lontano 2005, ma ripropone il tutto in una salsa più nuova e moderna, sia con un comparto artistico tutto nuovo, sia modernizzando un po’ quelle che erano le meccaniche più “antiquate” dei primi due titoli del brand.

Vita da Pokémon

Chi di noi non ha mai sognato di vivere nel mondo dei Pokémon? Ebbene per chi non conoscesse la saga di Mystery Dungeon sappiate che non solo il gioco ci trasporta nel fantastico mondo popolato dai Pokémon, ma ci mette proprio nei panni di uno di questi. All’inizio dell’avventura dobbiamo infatti affrontare un test, una serie di domande volte a determinare il tipo di carattere della nostra persona, ed in base al risultato di queste, ci viene assegnato uno fra 16 possibili Pokémon da impersonare. Dopo aver scelto anche il nostro compagno di avventure, necessariamente di un tipo diverso dal nostro, siamo dunque pronti ad iniziare il nostro viaggio.

Risvegliatici dunque come un Pokémon, ma con la consapevolezza di essere in realtà un umano, formiamo una Squadra di Soccorso con il nostro partner, con l’obiettivo di aiutare gli altri Pokémon in difficoltà nel mondo a causa di una serie di misteriose catastrofi naturali che sembrano in qualche modo collegate con la nostra trasformazione.

Meccaniche vecchie e nuove

Il gioco è un remake vero e proprio degli originali usciti quindici anni fa, e sia a livello di trama, che di gameplay, riprende a piene mani quelle che sono le feature dei primi due Mystery Dungeon. Le quest del titolo, anche dette Missioni di Soccorso, possono essere accettate dalla bacheca davanti all’Ufficio Postale Pelipper, oppure vengono recapitate direttamente nella cassetta del nostro Quartier Generale, e sono di diversi tipi: scortare Pokémon, cercare determinati oggetti o salvare qualcuno in pericolo. Una volta completate si riceve una ricompensa dal committente, oltre a dei Rescue Points, che permette di aumentare man mano il rank della nostra squadra, garantendo la possibilità di accettare più richieste contemporaneamente, oltre alla possibilità di accettare missioni più difficili.

Le suddette richieste si svolgono nei Dungeon Misteriosi divisi in piani, che in pieno stile Roguelike, cambiano forma e contenuti ogni volta che decidiamo di affrontarli. Una volta sconfitti i Pokémon selvatici nei dungeon inoltre, c’è la possibilità che questi ultimi si uniscano al nostro team, fino ad un massimo di 8 membri per esplorazione. Se possediamo poi anche il Campo Base (l’habitat) adatto per i Pokémon che scelgono di unirsi al party, abbiamo anche la possibilità di aggiungerli definitivamente alla nostra squadra, in modo da poterli portare nelle missioni ogni volta che vogliamo.

Le battaglie si svolgono a turni, con le consuete quattro mosse, tipi superefficaci, uso di oggetti ed annesse variazioni di status e statistiche tipiche del combat system di un titolo Pokémon. Avanzando nei dungeon è molto importante tenere sotto controllo l’indicatore della fame, che scende pian piano ad ogni azione compiuta dal Pokémon.

Una delle nuove feature inserite in questo remake rispetto ai due titoli classici è l’esplorazione automatica, attivabile tramite il tasto L. Dalle impostazioni è inoltre possibile decidere la priorità di questa esplorazione, se cercare prima tutti gli oggetti del piano, o concentrarsi sul trovare direttamente le scale. Tuttavia, quando un nemico si trova nelle vicinanze, l’esplorazione automatica si disattiva, in modo da consentirci di affrontare (o no) la battaglia secondo la strategia che riteniamo migliore. Sebbene i giocatori più nostalgici potrebbero storcere il naso a questa meccanica “che semplifica” il gameplay, in realtà, visto che la gestione del combattimento viene comunque lasciata in mano al giocatore, l’esplorazione automatica è un quality of life improvement decisamente da apprezzare, in quanto velocizza in maniera sostanziale il ripercorrere dei dungeon, soprattutto quando dobbiamo affrontarli più e più volte per portare a termine diverse richieste sempre nello stesso luogo.

Un comparto tecnico completamente rinnovato

Il comparto tecnico e artistico sono forse le novità che colpiscono di più di questo Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX. La grafica, che si discosta sia dalla Pixel Art dei primi, sia dalla classica modellazione 3D degli ultimi titoli usciti, propone in questa prima iterazione del brand su Nintendo Switch uno stile mai visto prima, che fa sembrare i Pokémon e le ambientazioni quasi come fossero dipinti a mano. La colonna sonora invece, riprende da un lato i brani classici dei primi capitoli della saga, ma dall’altro li ri-arrangia tutti, aggiungendo un tocco orchestrale alle musiche, che provocano così nel giocatore sia quel dolce effetto nostalgia, ma ricordando anche a quest’ultimo che si ha fra le mani un titolo tutto nuovo da scoprire come fosse la prima volta. L’hardware di Nintendo Switch ha consentito inoltre di riproporre le iconiche scene dei primi Mystery Dungeon (come la maestosa apparizione di Zapdos sul Monte Tuono) in una veste tutta nuova, con movimenti di telecamera ed effetti particellari che quindici anni fa erano solo da immaginare per chi si approcciava per la prima volta a questi titoli su Game Boy.

In conclusione, questo Pokémon Mystery Dungeon: Squadra di Soccorso DX è senza ombra di dubbio un remake ben curato in ogni singolo aspetto, e offre un’esperienza più che soddisfacente sia a chi vuole rivivere l’avventura di quindici anni fa in una veste tutta nuova, sia a chi più giovane si approccia per la prima volta a questi spinoff del mondo Pokémon. Oltre a riproporre in toto l’esperienza di Squadra Blu e Squadra Rossa, il titolo per Nintendo Switch introduce anche nuove feature (come le MegaEvoluzioni e nuovi Pokémon visti nei trailer) e ne svecchia altre ancora. Unica vera sbavatura di questa operazione di The Pokémon Company e Nintendo è forse proprio il prezzo di lancio a cui viene proposto il gioco, 60 euro, prezzo standard di un Tripla A per un gioco che di fatto è al 90% identico a quelli pubblicati quindici anni fa è forse un po’ esagerato, ed è anche poco in linea con quelle che sono le “operazioni nostalgia” degli altri publisher.

Galleria