Chi è appassionato del genere FPS e ha avuto la fortuna di poter giocare alla saga “Modern Warfare” del brand Call Of Duty, difficilmente riuscirà a dimenticare le emozioni (più o meno pacifiche) che i titoli in questione sono riusciti a regalare. Specialmente Modern Warfare 2 si è qualificato come uno dei migliori giochi dell’intero brand, elevandosi a emblema dello sparatutto per eccellenza. Infinity Ward questo sembra esserselo ricordato, e dopo una serie di capitoli più o meno riusciti, ci riprova. Abbiamo infatti avuto l’occasione di mettere le mani sull’early access della beta di Call Of Duty: Modern Warfare, reboot di una delle saghe maggiormente impresse nel cuore degli appassionati. Ma il titolo è effettivamente all’altezza delle aspettative? Riuscirà a guadagnarsi il titolo di degno erede, o dovremo attendere ancora?

Mi metto questo o quello?

Partiamo dal menù iniziale e dalla schermata di personalizzazione del personaggio. Possiamo come di consueto modificare l’aspetto del nostro soldato, scegliendo tra vari modelli appartenenti a differenti fazioni. Nella sezione Armi è possibile scegliere l’equipaggiamento, le serie uccisioni, e il “potenziamento da campo”, una skill attivabile dopo un certo cooldown che fornirà supporto di vario tipo (difensivo, tattico, stealth e di ricognizione).

Call Of Duty

Fortunatamente, la scelta dei perk – tre come di consueto in ogni Call Of Duty – e delle armi principali e secondarie da utilizzare, nonché di granate ed altri oggetti tattici, non richiede l’utilizzo di alcun tipo di punto in Call Of Duty: Modern Warfare, come invece avveniva negli altri capitoli. Niente più costrizioni dunque, potete sbizzarrirvi come meglio credete. Sembra quindi di essere tornati alle origini, con un sistema di personalizzazione ripreso a piene mani, e senza torto, dai capitoli più fortunati della serie. Ogni arma ha infine un proprio livello, da aumentare per poter sbloccare accessori e funzionalità aggiuntive.

Si entra in gioco

Passiamo ora a parlare del cuore pulsante di ogni Call Of Duty: il gameplay. Il feeling di gioco è immediato e responsivo, oltre che semplice e funzionale. Prima grande novità che salta all’occhio è l’assenza della minimappa: questa infatti non sarà disponibile se non tramite la serie uccisioni UAV, ma la facilità di attivazione di quest’ultimo, unita all’aumentata immersione che ne deriva, non fa percepire questo tipo di mancanza, tolto magari l’effetto di smarrimento iniziale. I comandi sono gli stessi di tutti gli altri capitoli, senza aggiunte o innovazioni. Completamente scomparsi salti improponibili e arrampicate sui muri, elementi già assenti in World War 2 ma che avevano trovato qualche rimasuglio nell’ultima fatica di Treyarch. Gradita ed inaspettata la possibilità di aprire porte presenti sullo scenario mentre ci spostiamo sul campo di battaglia: può sembrare un’aggiunta in apparenza superficiale, ma dopo un approfondito studio del level design può rivelarsi un fondamentale effetto sorpresa contro il team nemico.

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Per il modo in cui sono state realizzate le armi, il gunplay risulta davvero gratificante. Gli sviluppatori hanno puntato sul realismo, e questa scelta di design si traduce, dal punto di vista del gameplay, nel diverso rinculo e nella diversa responsività, peso e maneggevolezza di ogni arma utilizzata e trasportata. Le mappe di gioco, anche se per il momento ho potuto provarne solo tre – Azhir Cave, Grazna Raid e Hackney Yard – presentano un design soddisfacente e ben studiato, che permette di memorizzarle in poco tempo e le rende tutt’altro che dispersive. Al contrario, in Call Of Duty: Modern Warfare, nonostante le ridotte dimensioni delle tre mappe presenti, non vi è un unico punto di fuoco dove si concentra la maggior parte dei giocatori. La sensazione, ovviamente, è che nel gioco finale saranno presenti anche mappe molto vaste, in grado di valorizzare le classi che fanno della lunga distanza il loro punto di forza. Le serie uccisioni saranno stavolta ottenibili soltanto dopo effettive kill e non semplicemente accumulando punteggio, il che contribuisce sicuramente a rendere i combattimenti più dinamici.

Dimmi che sono carina

Dal punto di vista tecnico, Call Of Duty: Modern Warfare se la cava egregiamente, con 60 fps stabili su PS4. La qualità grafica dei modelli dei personaggi e, più in generale, delle texture di gioco è davvero encomiabile. Sono ovviamente presenti sbavature ed imperfezioni, rappresentate principalmente nel ritardo nel caricamento delle texture che possono dar luogo a risultati grotteschi. Tutto sommato qualcosa su cui poter passar sopra, trattandosi comunque ancora di una beta e non di una versione completa.

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Bentornato

Call Of Duty: Modern Warfare, anche se forse è presto per dirlo, si candida a gamba tesa per essere uno dei migliori capitoli del brand. Il COD che gli appassionati della saga di Soap, Price e compagnia stavano cercando da troppo tempo potrebbe davvero essere questo. Il gameplay ricalca perfettamente quello dei Modern Warfare, con uno schema di movimenti che si rivela essere, oggi come allora, quello riuscito meglio. Tra non molto potrete provare anche voi un’open beta (prevista nel week-end) del titolo, in modo da farvi direttamente un’ idea personale. Ma vi consiglio caldamente, se queste sono le premesse, di tenerlo d’occhio e di non lasciarvelo scappare.

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