Nel 2016 i gemelli Matt e Ross Duffer (meglio conosciuti con lo pseudonimo di “Duffer Brothers”) hanno sconvolto il mondo con l’arrivo di una rivoluzionaria, e seguitissima, serie televisiva su Netflix: Stranger Things.

L’opera, ambientata nella fittizia cittadina di Hawkings nello stato dell’Indiana, è incentrata inizialmente sugli eventi legati alla misteriosa sparizione di un bambino e al contemporaneo arrivo di una bambina dai capelli rasati dotata di poteri psichici, fuggita da un laboratorio segreto. La trama poi continua e si evolve in altre due stagioni, collegate parzialmente a questa storia e ricche di altri eventi paranormali.

Le tre serie sono state particolarmente apprezzate da critica e pubblico, non solo per le magistrali interpretazioni dei protagonisti, molti di essi già coinvolti nell’ambiente cinematografico per altri film, ma anche e sopratutto per l’atmosfera: questa è stata amata non solo come un grande omaggio allo stile di vita degli anni 80′, ma anche per le incredibili citazioni, sparse un po’ ovunque, di alcune delle più note opere cinematografiche di quel particolare periodo storico.

In concomitanza con l’uscita della nuova stagione su Netflix, i ragazzi di BonusXP hanno pubblicato un titolo, dopo il precedente fortunato debutto su dispositivi mobile, dedicato al terzo capitolo della nota serie televisiva.

Attenzione:

Stranger Things 3: The Game riprende abbastanza fedelmente gli eventi avvenuti nella serie televisiva, dunque se siete allergici agli spoiler o non avete ancora visto la terza stagione, sconsigliamo di continuare a leggere questa recensione visto che, sporadicamente, potrebbero esserci dei contenuti inerenti ad essa.

Di Tie-In di prodotti cinematografici ripresi dal grande (o piccolo) schermo e trasposti poi come videogiochi ce ne sono molti, ed i risultati sono stati molto spesso scadenti. Fortunatamente non è questo il caso. Stranger Things 3: The Game, come l’opera originale, possiede un’interessante storia che sfocia in alcuni casi in delle storyline inedite che tutto sommato non snaturano il prodotto originale.

Il titolo è suddiviso in più capitoli intitolati come i nomi delle puntate che trovate su Netflix. Analogamente alla serie, quasi tutti i dialoghi tra i personaggi rispettano il filone originale anche se, attraverso le missioni secondarie, la storia può subire dei piccoli cambiamenti. Nel titolo, infatti, ci troviamo ad affrontare frotte di nemici, come ratti, russi e elementi del sottosopra, e l’unico metodo per potersene disfare è massacrarli utilizzando le mosse a disposizione dei nostri personaggi.

La casa di Mike sarà uno dei punti di riferimento del team.

Le avventure che i giocatori si trovano ad affrontare sono sostanzialmente le stesse vicende della trama della terza stagione, con in aggiunta delle missioni secondarie che modificano leggermente la storia, raccontandola in un metodo inedito. Trattandosi di un prodotto ispirato agli anni 80′, gli sviluppatori hanno compiuto la scelta di ambientare l’intera opera con uno stile grafico prettamente pixelloso. Presa di posizione sicuramente notevole ma che presenta anche dei difetti: ad esempio la difficoltà nel riconoscere talvolta alcuni dei personaggi presenti nel gioco, come ad esempio Joyce. Non essendo essi particolarmente dettagliati per favorire uno stile talvolta retrò.

Turn around, Look at what you see…

La novità principale di questa avventura è che, al contrario del precedente titolo mobile, i personaggi giocabili sono praticamente tutti quelli visti nella serie televisiva e consentono dunque al giocatore una maggiore immedesimazione nella storia. Nonostante le possibilità, il titolo tenta inevitabilmente di pilotare il player a seguire quasi fedelmente gli andamenti della storia. Ovviamente, già menzionato, le missioni secondarie sono frequenti e allungano il gameplay di base: in questo caso è il giocatore a scegliere se seguire fedelmente la storia o perdersi eventualmente nelle subquest. Ogni personaggio ha delle caratteristiche uniche: Dustin, ad esempio, può hackerare alcuni sistemi ed ha come arma principale una bomboletta spray (chi ha visto la terza stagione capirà il riferimento), Joyce può aprire dei percorsi con le tenaglie, che senza il suo personaggio sono inagibili, e Lucas possiede delle pericolosissime bombe in grado di disintegrare dei grossi massi. Dunque tante abilità utili per mandare avanti lo svolgersi della storia.

Come è logico aspettarsi, i personaggi non sono tutti immediatamente disponibili: per poterli utilizzare bisogna sbloccarli gradualmente seguendo l’andamento della narrazione. Un’altra delle novità presenti nel titolo riguarda anche il controllo dei personaggi: invece di controllarne uno, il giocatore ha la possibilità di utilizzare ben due character con il primo che è controllato dal player ed il secondo che invece esegue semplicemente degli ordini provenienti dallo stesso giocatore, utili talvolta per risolvere dei puzzle.

La collaborazione è fondamentale per risolvere i puzzle ed enigmi.

Le missioni presenti nel gioco sono variabili: alcune richiedono dei lavoretti piuttosto semplici, come ad esempio recarsi al centro commerciale e comprare qualcosa per conto di qualcuno o cercare oggetti da poter utilizzare per la creazione degli “oggetti complessi” che si possono poi equipaggiare al team.

Ogni tanto sono presenti dei dialoghi che permettono al giocatore di effettuare delle scelte. Tuttavia questa trovata non porta a nulla di innovativo e non modifica niente per quanto concerne la trama. Come accennato precedentemente, nel titolo sono presenti numerosi puzzle e spesso per superarli è necessario sfruttare il proprio ingegno per capire come risolvere determinate situazioni molto simili a dei rompicapo, come ad esempio selezionare e utilizzare degli interruttori che servono a dare della corrente per aprire delle porte. Posso garantire che queste sezioni, purtroppo, appaiono in alcune fasi abbastanza frustranti, visto che spezzano il ritmo del gioco.

Nel titolo sono presenti anche delle piccole boss fight ispirate ai nemici che troviamo nella serie originale: per poterli sconfiggere anche in questo caso dobbiamo capire la strategia d’attacco del nemico ed utilizzare il personaggio- selezionando chi meglio ci aggrada in totale libertà creando dunque anche situazioni mai viste nella serie originale- in grado di effettuare maggiori danni, per poter vincere senza avere troppi problemi.

Ogni personaggio possiede anche una mossa speciale unica in grado di poter indebolire di molto il nemico di turno: per poter utilizzare queste feature, è necessario fare attenzione alla barra “energia”, che si consuma velocemente se viene sfruttata in numerose occasioni, ma che è altrettanto facilmente recuperabile bevendo delle semplici, ma efficaci, coca cole. Se le consumate tutte non intimoritevi: quest’ultime si possono acquistare facilmente nei distributori alla cifra simbolica di 1 dollaro.

Ecco l’effetto dei devastanti colpi psichici di Undi

In conclusione Stranger Things 3: The Game è un tie-in sicuramente fedele all’opera originale che consiglio a tutti gli amanti della serie televisiva. Tuttavia, per chi ancora non si è avvicinato a questo spettacolare prodotto, la strada migliore da intraprendere è quella di vedere prima la serie televisiva e poi, eventualmente, giocare capitolo per capitolo, per divertirsi a vedere le “differenze” presenti dal gioco al telefilm. L’unica nota negativa riguarda il prezzo del gioco: su Nintendo Switch (la versione gentilmente concessaci da BonusXP) il titolo costa 17.99 euro, sul PSN 29.99 e nel Microsoft Store 19.99 euro. Prezzi certamente non allettanti nonostante il prodotto sia estremamente valido.

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