Dead Or Alive 6. Impalpabile, ripetitivo e parecchio “tasti a casaccio friendly” (molto più di quanto non lo siano i noob nell’online di SFV), ma solo se non siete fan della serie. Un titolo che non presenta rilevanti novità, rispetto al suo predecessore, eccezion fatta per l’aggiunta nel roster di due nuovi personaggi, Nico e Diego. Ma andiamo con ordine. L’eterna saga della nostra “Kunoichi” Kasumi, ci riconduce all’organizzazione da parte di Honoka del suddetto torneo di mazzate, nel bel mezzo di contrapposte fazioni di combattenti che se le suonano di santa ragione.

Dead Or Alive 6: la recensione
Potere del casual gamer di luna, vieni a me!!

“Tempi moderni” di Charlie Chaplin.

Parliamo di giocabilità: il Combat System di sempre. Se cercate qualcosa di impegnativo ed avvincente, pad alla mano, siete sulla strada sbagliata, poiché risulta tutt’altro che ostico per i neofiti della serie. In Dead Or Alive 6 non è di certo inusuale, difatti, vincere un match spammando letteralmente i soli tasti calcio e pugno, specialmente con Hayabusa, Bayman, Bass e Jann Lee, anche alle difficoltà più impervie (dalla 6 alla 8 su una scala di 8 per l’appunto). Per il resto, tutto nella “sua” norma: contromosse canceling alquanto prevedibili e juggle non all’altezza di altri titoli dello stesso genere. Le chain combo, da casual gamer accanito, sono l’ingrediente principale di questa solita minestra riscaldata, mentre le Mosse speciali ed il Triangle System sono stati semplificati un po’ troppo. Unica novità di rilievo, l’aggiunta del cosiddetto Assalto fatale, una sorta di mossa finale che causa uno stordimento mortale dell’avversario. Durante il medesimo è possibile eseguire quattro colpi concatenati (chain combo Über Alles). Per intenderci, in termini di meccaniche di gioco, siamo ben al di sotto rispetto al recente Soul Calibur 6, titolo che tra timing del parry alquanto ammirevole e grande varietà di mosse, mostra una concezione di giocabilità totalmente differente, molto più accattivante e laboriosa.

Dead Or Alive 6: la recensione
Presenti le classiche modalità da Beat’em Up.

“In hoc signo vinces”…Oppure no?

Passiamo alle modalità. Formula vincente per ogni picchiaduro, sapientemente (oppure no?) riproposta in questo sesto capitolo da parte di Team Ninja. Vi è la consueta modalità “Storia”, dove per ogni personaggio c’è un ben determinato canovaccio con tanto di prologo. La modalità “Missione DOA”, simile alla modalità battaglia tesoro di Tekken 7: combattimenti con tanto di progressione proporzionale al raggiungimento di determinati obiettivi, come l’eseguire singole mosse o determinate combo. “Combatti” è la modalità che contiene il must di ogni beat’em up che si rispetti: arcade, scontro Pve o contro un altro giocatore in carne ed ossa, tempo e sopravvivenza. Componente online poco ispirata, matchmaking pessimo. Vi è poco incipit tecnico pad alla mano. Ci penseranno i pro del Sol Levante a tenere a bada i vostri bollori da nabbo spacca Joypad.

Dead Or Alive 6: la recensione.
I dettagli. Il grande (ed unico) punto di forza della grafica di DOA 6.

La cura per i dettagli in un guado nella media.

Parliamo del lato tecnico del gioco. Il motore grafico di Dead Or Alive 6 non è stato innovato più di tanto rispetto al suo predecessore,ciò nonostante risultano pregevoli i dettagli sui modelli legati all’azione in combattimento, come polvere, saliva e terreno. Modelli nella media e texture di alcuni fondali (come quello di Christie) non particolarmente ispirate. Comparto audio buono, localizzazione in giapponese sicuramente consigliabile rispetto a quella in inglese (come in SFV). Sottotitoli ovviamente disponibili in italiano.

Dead Or Alive 6: la recensione
Venendo al dunque..

“It’s the same old story, same old song and dance(?), my friend”.

In definitiva, un titolo per i devoti della saga o casual gamer, o ancora, per il masher schizzato ma non troppo, visto l’esiguo numero di tasti che porterebbe chiunque alla vittoria, almeno in single player. Roster completo e discretamente variegato con 24 personaggi in totale, che verrà ampliato col DLC di giugno che introdurrà Mai Shiranui. Non è altro che una versione “aggiornata” del capitolo precedente venduta a prezzo di lancio. Tradizione e sconfinata semplicità nelle meccaniche di gioco. I fan di nicchia continueranno comunque ad osannarlo: ah, che mondo sarebbe senza Gēmu otaku…Vi ricordiamo che il gioco è disponibile dal primo marzo per Pc, Xbox One e Ps4. Dead Or Alive 6. Molto dead, poco alive.

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