A seguito dell’annuncio di GOG e Blizzard (che potete trovare qui) di mettere in commercio per la prima volta una versione digitale di Diablo, non ho saputo semplicemente resistere.

Ma facciamo un piccolo salto indietro nel tempo: erano i primi giorni del 1997 ed all’epoca ero quello che si definiva un “Amighista” convinto. Capolavori come Sensible Soccer e Cannon Fooder (guarda caso entrambi della Sensisble Software) accompagnavano la mia giornata, più tantissimi altri titoli (tra cui Moonstone di cui aspetto anche un remake!).

Fu in quell’anno che mi ritrovai a casa di un amico che mi fece vedere questo gioco della Blizzard, software house che negli anni precedenti aveva rilasciato i primi due capitoli di Warcraft (e qui ci sarebbe da parlare per ore).

Quel gioco era per l’appunto Diablo: rimasi folgorato! Se prima di allora non avevo mai sentito l’esigenza di avere un PC per giocare (reputavo l’Amiga 1200 in mio possesso una macchina superiore, soprattutto per quanto riguarda il parco giochi disponibile), questo gioco cambiò completamente la mia vita videoludica.

Per fortuna eravamo già nella seconda metà dell’anno scolastico (frequentavo l’ultimo anno di liceo) e sotto la promessa che se avessi migliorato sensibilmente la mia media voto avrei avuto un PC da gioco, passai da una media del 7 (proiezione 42/60 come voto finale) ad un onestissimo 51. In quei 6 mesi che passarono tra il mio primo incontro con Diablo e l’avere un PC tutto mio su cui giocarci, ho praticamente infestato casa del mio amico OGNI SANTISSIMO GIORNO.

Se pensate che oggi ho un cane di nome Diablo, un bellissimo labrador nero, potete capire cosa abbia significato per me questo gioco (ho anche una meticcia di nome Zelda, ma come direbbe Federico Buffa, questa è un’altra storia).

Piccolo appello: carissimi sviluppatori, case di distribuzione e chi più ne ha più ne metta, quando vi deciderete ad avere uno standard comune su cui far girare i vostri giochi? Al momento penso di avere più icone di client che giochi sul mio desktop, visto che per poter giocare a Diablo sono stato costretto ad installare GOG Galaxy.

A parte il piccolo rant, vediamo cosa ha da offrirci questa versione digitale di Diablo. Non aspettatevi mirabolanti texture migliorate, non stiamo parlando di una remastered vera e propria, ma non per questo Blizzard non ha voluto mettere un po’ mano al comparto tecnico del gioco.

Infatti è possibile, al lancio del gioco, scegliere tra una versione classica, con grafica originale SVGA a 20 FPS (mi sa che per molti serve la pagina Wikipedia per spiegare di che sto parlando) e il supporto Battle.net per il multiplayer, rivisto e fixato come si deve, oppure una versione reworkata con supporto per grafica ad alta risoluzione. Nulla di esagerato, ma per lo meno non ci costringe a giocare sui nostri schermi HD con risoluzioni ridicole.

Ci si rivede, vecchio amico. Il primo incontro con Cain!

Per il resto il gioco è ESATTAMENTE uguale a 22 anni fa, con la sua ambientazione super dark (anzi, vi consiglio un po’ di alzare la luminosità dello schermo per non perderci qualche diottria) e quella musica che fin dal prima nota fa venire dolci ricordi (la main track di Tristram rimane uno dei miei pezzi preferiti).

La maggior parte dei lettori di PDVG (considerando che la media di età si attesta tra i 20 e i 25 anni) conoscerà probabilmente il franchise di Diablo solo per il terzo capitolo, sicuramente il meno riuscito dei tre (Diablo II rimane ancora a mio avviso uno dei 5 migliori giochi di tutti i tempi e meriterebbe una bella Remastered fatta con i fiocchi) ed è per questo motivo che molti non capiranno l’emozione di un giocatore di vecchia data di poter mettere le mani su un titolo del genere dopo tutto questo tempo. D’altronde stiamo parlando di un titolo che quando uscì rivoluzionò il mondo del videogioco, con accoglienza da parte di pubblico e critica eccellente (94% su Metacritic e 96% su Gamespot, tanto per citarne un paio).

Per chi, come me, ha avuto il piacere di giocare Diablo 20 anni or sono, 9 euro per poter riprovare certe emozioni sono sicuramente soldi ben spesi (costa quanto un menù del Mc Donald, quindi ingrassiamo di meno e giochiamo di più), mentre per i giocatori più giovani consiglio l’acquisto per conoscere la storia che ha portato oggi il genere Hack’n’Slash ad essere quello che è.

Probabilmente Diablo sarà solo il primo titolo di una parternship con GOG da cui ci aspettiamo anche un ritorno proprio di Warcraft I e Warcraft II.

E poi ci sono momenti come questo che rimangono nella storia dei videogiochi per sempre!

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