Apex Legends ha letteralmente sbancato ed è certamente diventato l’argomento del momento. Pochi giorni fa anche il nostro vate, Fraws, ha pubblicato la sua videorecensione su Youtube, descrivendone i punti di forza mantentendo comunque la pacatezza che lo distingue. Adesso a parlarne tocca a noi e, senza pacatezza alcuna, vogliamo iniziare a farlo rispondendo alla domanda del mese: Apex Legends è meglio di Fortnite? Decisamente sì. Ora vi spieghiamo perché.

La parola chiave per descrivere Apex Legends è una e una sola: gameplay. In un battle royale esclusivamente online non potrebbe che essere così e i ragazzi di Respawn Entertainment lo hanno capito al volo, rendendo la giocabilità il punto forte di questo titolo. Tra novità, colpi di genio e sapiente utilizzo di dinamiche già esistenti, il gameplay di Apex è destinato a fare scuola.
Partiamo dalle novità: il sistema di looting è semplicemente incredibile. Facile, veloce, intuitivo, permette a chiunque di equipaggiarsi in meno di un minuto e, soprattutto, di non perdere preziosissimo tempo in ragionamenti e azioni meccaniche estremente noiose (leva il mirino, metti il mirino, metti il silenziatore…ah no quest’arma non lo supporta e via discorrendo).
IL TAG. . Con un pulsante siamo in grado di taggare qualsiasi oggetto/evento/luogo di gioco, rendendo il gioco di squadra estremamente facilitato e, soprattutto, possibile anche senza microfono. “Ao zì t’ho lasciato l’arma qua…QUA DOVE DIO?”: ecco, ‘sta roba Apex l’ha cancellata dalla faccia della terra.
Altra feature inedita è sicuramente la possibilità di respawnare una volta morti. Anche in questo caso, la rinascita può rendere più divertenti le partite con gli sconosciuti e, allo stesso tempo, più competitive e interessanti quelle con amici. Non è finita fino a quando non è finita: dopo che il pro del team ha killato l’intera squadra nemica potrà rianimarvi al punto di respawn più vicino, permettendovi di riprendere la partita. Si tratta certamente un’arma a doppio taglio con risvolti tattici estremamente interessanti, visto che molto difficilmente ci ritroveremo ad affrontare in finale team monchi e sotto organico.
Sempre a sostegno di un gioco di squadra esasperato, l’implementazione del “lancio di gruppo” a inizio partita permette di non disperdersi a cazzo di cane in giro per la mappa ed evitare scuse ambigue di teammates vari, conosciuti e sconosciuti: “fratè non m’ero accorto che t’eri buttato”. #noallosplit
Parliamo adesso dell’aggiunta delle classi. Per alcuni il punto cardine del gioco, il motivo della vera rivoluzione: così non è. Nel senso: non è il motivo principale per cui Apex Legends ha incollato milioni di persone sugli schermi , snobbando Fortnite. Mettiamo le classi per ultime perché, anche non ci fossero state, Apex avrebbe ugualmente sbancato per tutti i punti descritti precedentemente.
Vale infine la pena menzionare quella che è stata forse la feature più apprezzata in Apex Legends: l’eliminazione della fottutissima “sala d’attesa”, dove i cretini si prendono a pugni mentre si perde tempo prima di iniziare. Grazie, davvero.

Se la parola chiave per descrivere Apex Legends è gameplay, la parola chiave per descrivere il gameplay è certamente “frenesia”. La durata delle partite è certamente indicativa (max 20-22 min) e la mancaza pressocché totale di perdite di tempo permette di ripartire in pochi secondi verso un nuovo match. Impossibile camperare, impossibile sperare di prendere armi o buff indecenti per shottare qualcuno con un colpo (qualcuno ha detto lanciarazzi?): siete solo voi, i vostri compagni e la vostra abilità. Checché se ne dica, l’esistenza delle classi non intacca significativamente l’andamento di una fight, riportando al centro del villaggio l’abilità nell’aiming e nel posizionamento. Frenetico ma equilibrato, dove il sangue freddo gioca un ruolo ancora più fondamentale, vista la grossa probabilità di trovarsi in mezzo a due (se non tre) fuochi.

I punti chiave sono stati sottolineati. E’ giunto quindi il momento di tirare le somme. Uno dei metodi più usati per esprimere giudizi qualitativi (da cui si ricavano quelli valutativi) è il metodo comparativo: mettere a confronto fenomeni, eventi, cose, stilarne le convergenze (e le differenze) e tirare le somme. Il confronto di Apex Legends con Fortnite, modello indiscusso del genere, diventa quindi non solo legittimo ma necessario per poter valutare al meglio la nuova fatica di Respawn Entertainment. Tutti i punti citati in precedenza ci danno un’idea delle differenze INDISCUSSE tra i due titoli e delle features presenti in uno e assenti nell’altro. Conoscendo, quindi, le qualità e i contenuti di entrambi i prodotti, il giudizio non può che essere uno: Apex Legends è meglio di Fortnite. Punto.
L’immediatezza e l’ordine dei comandi, l’utilizzo di uno dei migliori sistemi di movimento e shooting degli ultimi anni (Titanfall docet), la sintesi perfetta tra frenesia, novità ed equilibrio rendono Apex Legends un titolo destinato a occupare la prima posizione su Twitch per molto tempo. Ponetevi una domanda: come ha fatto un titolo di una delle software house più odiate, sparato sul mercato praticamente senza alcun preavviso e senza pubblicità a conquistare in 48 ore milioni di giocatori? Con la qualità.

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