In seguito agli avvenimenti che hanno portato alla sospensione di un giocatore della Overwatch League, Twitch ha deciso di mettere mano alle sue linee guida per salvaguardare la propria immagine e consentire agli utenti di non assistere più a certe scene, o per lo meno calare la mano pesante per reprimerle.

Se uno degli utenti di Twitch verrà colto nell’atto di abusare di altre persone anche attraverso altre piattaforme (come Youtube o Twitter) saranno prese azioni punitive al riguardo. Questo può portare addirittura al ban permanente dell’utente.

Una lista di tutto ciò che Twitch considererà come “molestie” la potete trovare a questo link.

Al riguardo, quelli di Twitch hanno anche dichiarato che non ci sarà un team che si occuperà di scovare questi casi, ma il tutto funzionerà tramite report interni e, nel caso sia rivelata un’irregolarità tale da far scattare le sanzioni, provvederà solo in seguito a vari controlli ad agire (quindi l’eventuale ban non sarà commissionato se non dopo adeguate verifiche).

Sebbene questa politica possa sembrare una violazione alla privacy degli utenti (d’altro canto può sembrare di essere “spiati”), la natura pubblica di queste piattaforme consente tranquillamente di monitorare i comportamenti scorretti senza ledere i diritti di nessuno (se non volete far sapere quello che pensate al mondo, settatevi un profilo privato per pochi eletti).

Le nuove linee guida entreranno in vigore dal 19 febbraio e avranno anche un effetto retroattivo. Infatti Twitch segnalerà a tutti gli utenti che hanno video sulla loro piattaforma che verranno considerati come offensivi, con conseguente richiesta di rimozione immediata, pena l’impossibilità di continuare ad utilizzare la loro piattaforma.

Una linea d’azione molto dura, ma resasi necessaria in seguito a svariati casi di molestie tramite web, di cui il caso “Overwatch League” è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso (e anche più visibile, visto le visualizzazioni che sta avendo il campionato).

Siete stati avvisati:

Ignorantia legis non excusat

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