Giocato, lo ammetto, con estremo ritardo rispetto la sua data di uscita, la saga di Wolfenstein è entrata a gamba tesa tra le mie preferite. Non devo di certo essere io a spiegarvi il perché sia tra gli action più riusciti di sempre. Ammetto però che, come per The Saboteur, il poter piantare coltelli, bastoni, qualsiasi tipo di arma impropria nel cuore di un nazidemente ha decisamente boostato il giudizio finale.
D’altro canto, sarebbe da perfetti sprovveduti fomentarsi credendo che, prima di una scelta prettamente “tecnica” e commerciale, si trattasse di una scelta ideologica e politica. Si sa, i nazisti sono i cattivoni per eccellenza e, in generale, abbozzare trame che si rifanno a fatti realmente accaduti può andare a incuriosire chi quei fatti li conosce. Non solo. C’è differenza tra creare un personaggio anti-nazista e affermare l’antinazismo nella vita pubblica, commerciale e soprattutto reale. Bethesda ha dimostrato di reggere botta e ha sfidato gli idioti del mondo con un tweet tanto breve quanto univoco.

La sfida è stata recepita e alcuni nabbi della vita non l’hanno presa bene…

In realtà, il tweet è solo l’ultima goccia in un vaso, quello della sponsorizzazione di Wolfenstein II, pieno di attacchi diretti alla reale crescita dei movimenti di estrema destra in America. A tal proposito Pete Hines, responsabile marketing Bethesda, ha rilasciato un’intervista per GamesIndustry di cui vi riporteremo le frasi più importanti.
“Siamo a conoscenza degli avvenimenti in America e del fatto che si leghino alle tematiche di Wolfenstein II. Non troviamo difficile dire che i fascisti siano cattivi e anti-americani, e non abbiamo dubbi sull’essere dalla parte giusta della storia.
Hines specifica che Bethesda non aveva di certo intenzione di prevedere ciò che sta accadendo per costruirci sopra un gioco. Anzi, non voleva minimamente che il gioco potesse in qualche modo continuare a rappresentare la realtà. “Nessuno si sarebbe mai aspettato che il gioco sarebbe servito a commentare il presente. Nel caso di Wolfenstein, è una pura coincidenza che i nazisti stiano marciando per le strade americane quest’anno. Ed è inquietante che il gioco possa essere considerato una dichiarazione politica controversa.
Riguardo il clamore suscitato dal già citato hashtag, #NoMoreNazis, Hines ha le idee chiare: “Questo è quello di cui parla il gioco e l’intero franchise. Quando si parla di nazisti, potete metterci nella colonna di chi è contro”. I giochi sono un potente mezzo per esplorare ogni tipo di argomento, un mezzo che permette ai giocatori di provare l’emozione e l’esperienza di una determinata situazione. Nel nostro caso, l’oppressione nazista.”

Che dire, Pete non ci è andato per nulla leggero e mi ha improvvisamente ricordato quanto possa essere liberatorio ficcare un paletto nella testa di uno di quei subumani, tipo così:

Wolfenstein

Siamo giunti alla conclusione. Bethesda ha decisamente guadagnato punti, sor Pete è un nuovo capopopolo e Wolfenstein II è sempre più atteso. Chiudo rilanciando una definizione utilizzata da Hike durante l’intervista, che cita a sua volta Henry Jones Sr. : “i nazisti sono la feccia dell’umanità”.
Il mondo sta cambiando e ciò che prima era scontato adesso sta smettendo di esserlo. Per questo non bisogna mai smettere di educare credendo che sia ovvio o, peggio, inutile. #NoMoreNazis

Dedicato a Heather Heyer, ragazza uccisa il 12 Agosto a Charlottesville dal terrorismo nazifascista.

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