Dopo un bellissimo primo giorno, eccoci arrivato al secondo nonché ultimo capitolo di questo Svilupparty!
I progetti esposti e giocabili sono cambiati e abbiamo quindi dovuto nuovamente provarli praticamente tutti. Come il giorno precedente, la pixel art e il 2D fanno da padroni, con risultati che alternano sprazzi di grande potenzialità a sprazzi di grande noia e ripetitività. Veniamo al dunque e partiamo proprio dai titoli che, pur sfruttando 2D e/o pixel art, sono riusciti a non abusarne sviluppando idee originali ma soprattutto divertenti.

Houdini: The Grand Magus: primo progetto per LifeLit Games in cui dovremo guadagnarci il titolo, appunto, di grande mago. Come? Uccidendo gli altri aspiranti! Per farlo, dovremo liberarci premendo la sequenza di tasti che apparirà sullo schermo. Chi riuscirà a farlo per primo, potrò sparare all’altro. Divertimento garantito se giocato in multiplayer locale con un amico. Tipico esempio di idea talmente vincente da non aver bisogno di altro. Potete scaricare l’ultima build qui.


Emigrant Song: forse il titolo che più mi ha appassionato in questi due giorni. Gabriele e Agnese, i ragazzi di Vanth Studios, mi hanno spiegato a fondo l’intento del gioco: parlare e sensibilizzare sul tema dell’immigrazione. Come? Raccontando la storia di un emigrato italiano in America nella prima metà del ‘900. Ma non in modo qualunque e scontato: la musica (da cui il titolo geniale con citazione dei Led Zeppelin) suonata per strada sarà il nostro filo conduttore. Ci ritroveremo quindi a suonare, con la nostra tastiera, canzoni come la tarantella e ‘O sole mio col mandolino del protagonista. Certo non sarà facile e non tutti potrebbero farcela. Ecco quindi che potranno comparire vie alternative alla sopravvivenza: da lavori in nero più o meno sottopagati alla criminalità organizzata. La scelta sarà soltanto nostra. Un gioco coraggioso, politico e dannatamente attuale.

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Hard Times – Tempi Duri: anche in questo caso parliamo di problematiche sociali presenti e radicate soprattutto in Italia. Con una grafica elementare e forse migliorabile, Tempi Duri “è un videogioco survival urbano nel quale ci si cala nei panni di un senzatetto, costretto a lottare per sopravvivere in una città indifferente.” Il progetto è entrato da poco su Steam Greenlight e potete votarlo qui. Noi lo faremo sicuramente.

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The Quest of Yumkaax: passiamo al 3D e all’Unreal Engine 4. I ragazzi di Ducks in a Row hanno dato vita ad un concept originale e con ottimo potenziale: ci ritroveremo infatti a dover scalare tutti i livelli di una ziggurat, risolvendo puzzle ambientali ed indovinelli, per poter arrivare fino all’ultimo piano dove potremo incontrare e affrontare il dio Yumkaax. Sicuramente ancora acerbo, saremo lieti di seguirne gli sviluppi.

Menzione speciale meritano poi i già ben noti RIOT – Uncivil Rest e Slaps and Beans, due tra i titoli più attesi nello scenario italiano.
Aspettatevi qualcosa da Fraws…

Detto questo, ci siamo. E’ ora di svelare il vincitore del premio “Parliamo di Videogiochi”. La scelta è stata difficile ma alla fine siamo giunti ad una conclusione. Di titoli in questo Svilupparty ne abbiamo visti tanti ma solo uno poteva vincere. Abbiamo deciso di premiare la coerenza e la pertinenza della grafica con il titolo che si voleva proporre, così come l’accuratezza di luci e altre sottigliezze tecniche.
Ecco quindi che allo Svilupparty 2017 il vincitore del premio grafica targato “PDV” è stato Mutant Chronicles: Luna City, a cui rinnoviamo i nostri complimenti. Il titolo è sulla buona strada e speriamo che questo riconoscimenti possa spronarli ancora di più.

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Dallo Svilupparty di Bologna è tutto, ci vediamo alla prossima fiera! W i videogiochi italiani.

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