In una conversazione con il Washington Post, un rappresentante di Lucasfilm si è espresso riguardo il loot-gate generato da Star Wars Battlefront II. Il rappresentante ha affermato che “Star Wars si è sempre incentrato sui fan – e che si tratti di Battlefront o qualunque altra esperienza Star Wars, loro hanno la precedenza. Per questo supportiamo la decisione di rimuovere temporaneamente i pagamenti in-game per venire incontro alle preoccupazioni dei fan.”

In questo, la dichiarazione riflette appieno la posizione espressa dalla Disney, proprietaria del franchise, che venerdì aveva rilasciato un comunicato ufficiale in cui appoggiava l’interruzione temporanea delle microtransazioni in Battlefront II. Ma i retroscena potrebbero essere più complicati: sempre secondo il Washington Post, Jimmy Pitaro, il chairman della divisione sui prodotti per consumatori e media interattivi della Disney, aveva espresso preoccupazioni sul sistema delle microtransazioni, ore prima che EA le rimuovesse. Questo si unisce ai report di una telefonata fra Bob Iger ed Andrew Wilson, i rispettivi boss di Disney ed EA, di cui avevamo parlato qui – anche questa di poco precedente alla scelta di rimuovere le microtransazioni.

Emerge insomma un’immagine della Disney che usa tutti i canali (ufficiali, ufficiosi e nella stampa) per esercitare la sua pressione ed esprimere il suo malcontento sulla cattiva pubblicità portata al franchise dalle polemiche. Aggiungendo a questo scenario anche la voce della Lucasfilm, viene da chiedersi cosa accadrà quando EA cercherò di reintrodurre le microtransazioni, e se il sistema abbia ancora un futuro.

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