La Blizzard aveva già annunciato al Blizzcon 2015, che in Overwatch sarebbero stati presenti anche degli eroi omosessuali, questo perchè il gioco vuole riflettere la quotidianità e la diversità del mondo stesso dei giocatori. I personaggi sono tutti diversi a partire dalla provenienza, dal ceto sociale e dalla sessualità, che come sostiene anche la casa “è uno dei tratti determinanti del personaggio”.

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E’ proprio nel suo ultimo fumetto Riflessi che la blizzard ha trattato il tema nel modo più delicato possibile, portandoci a scoprire la vita quotidiana di Tracer. La storia a sfondo natalizio, soffice e dolce come zucchero a velo, non va ad aggiungere nulla di nuovo alla trama generale del gioco. Si vede la protagonista sempre di corsa in una vita molto simile alla nostra, in ritardo per i regali di natale, che prende la metro per tornare a casa, tra le mani solo un pacchetto donatole da una bambina. Al suo arrivo ad accoglierla c’è una tazza di thè caldo ed Emily la sua compagna, che con ingenua curiosità scarta il regalo e nella gioia del momento le due si baciano. In Riflessi non si parla dell’omosessualità, dei gay o della campagna LGBT, si racconta la vita quotidiana di due persone che si amano, che passano il natale insieme e si fanno dei regali. Inutile dire che in tantissimi si sono schierati contro la Blizzard per questa scelta accusando la casa di una pessima trovata pubblicitaria o di campagna LGBT come nel caso della Russia che ha bloccato il fumetto, ma forse è proprio questa la reazione che volevano suscitare partendo dal fatto che il personaggio scelto è proprio il volto più celebre e significativo del gioco. Che sia riuscita la Blizzard a far passare il messaggio che la diversità non deve essere un limite, ma un valore?

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